LONGO, GUGLIELMO

(Adrara San Martino, 1420 – Avignone [Francia], 1319)

Appartenente alla nobile e facoltosa famiglia De Longis, conseguì a Padova la laurea in utroque iure. Clemente V lo chiamò a far parte della curia pontificia. Fu molto considerato da Carlo d’Angiò; è tuttavia da ritenere fallace la vecchia tradizione storiografica secondo la quale il monarca lo avrebbe nominato suo consigliere e gran cancelliere del Regno delle Due Sicilie. Pare invece ipotizzabile che l’attribuzione al Longo del priorato della chiesa di San Nicola a Bari sia avvenuta su sollecitazione di Carlo d’Angiò. Nel 1294 il Longo fu elevato alla porpora cardinalizia da Celestino V. Esperto diplomatico, stimato per la sua grande dottrina, egli seguì la corte papale ad Avignone e svolse delicati incarichi per ben cinque pontefici. Un anno prima della morte avviò la causa di canonizzazione di Tommaso d’Aquino. Sensibile alle opere di carità, donò un suo terreno nel borgo di Plorzano in Bergamo Bassa perché vi sorgesse un convento di frati celestini. Fece ricostruire il monastero di Pontida. Fu sepolto nella chiesa domenicana di Santo Stefano, poi distrutta per la costruzione delle Mura Venete. Il severo cenotafio gotico erettogli in San Francesco da Giovanni da Campione fu poi ricomposto nella basilica di Santa Maria Maggiore.

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