MOLA, PIETRO

(Codogno [Milano], 1755 – Bergamo, 1829)

Laureatosi in teologia a Pavia, fu docente di filosofia e di eloquenza nel seminario di Lodi. Parroco della cittadina natale per decreto del ministro cisalpino del culto, fu poi abate mitrato di Casalmaggiore. Nominato vescovo di Bergamo, venne consacrato a Milano l’8 aprile 1821 e il 13 maggio prese possesso della diocesi, retta interinalmente da monsignor Marco Celio Passi (17541829), il quale rimase vicario generale e direttore del seminario diocesano fino al 1827, quando fu sostituito dal canonico Giuseppe Benaglio (1767-1836). Per quanto contasse alcuni amici negli ambienti giansenisti, il vescovo Mola mantenne una posizione equilibrata, confermando le linee pastorali dei predecessori. Nell’anno stesso del suo insediamento aderì con lettera pastorale alla condanna comminata da Pio VII alla carboneria in quanto avversaria dichiarata della religione cattolica. Condusse una vita irreprensibile e beneficò ripetutamente i poveri. Ebbe cura di portare a compimento i lavori intrapresi sul colle di San Giovanni dal vescovo Dolfin per la realizzazione di un nuovo seminario diocesano, essendo quello di Via Tassis insufficiente a contenere il numero degli allievi. Per la salute malferma delegò varie funzioni circondandosi di sacerdoti attenti e capaci.

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